Il Web, vertigine e solitudine

solitudine

Rafforzare la propria presenza virtuale può avere effetti paradossali. Inizialmente Internet si presenta come un mondo caotico, selvaggio da addomesticare. Il web è uno spazio su cui dare vita ai propri pensieri sperando che si moltiplichino. E’ un posto in cui sperare di intrecciare  una relazione o di stabilire una comunicazione con qualcuno di lontano. Una nube di voci, immagini, emozioni e pensieri viaggia alla velocità della luce. Le vite di ciascuno scorrono sotto le sembianze di impulsi elettrici all’interno di cavi sotterranei o di onde che si espandono ritmicamente nell’atmosfera. Codici IBAN, una conversazione furiosa di una coppia, i messaggi di facebook, codici segreti governativi, pensieri solitari di un blogger, percorrono dorsali e attraversano palazzi. Facebook, amici, amici di amici. Quant’è grande il mondo!. Che vertigine! Poi subentra un sentimento opposto, spettrale. Quanti messaggi senza risposta, quanti articoli che non verranno mai letti e destinati giorno per giorno a morire nel caos di internet? Inferno solitario! Ma quale vertigine?  Questa è vera solitudine.

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