LE LEZIONI DI ITALO CALVINO

L’opera intitoItalo_Calvino_1lata “Lezioni Americane” può considerarsi il Testamento letterario di Calvino. Lo scrittore suggellò la sua straordinaria carriera di scrittore versatile, cerebrale, realista, onirico e adamantino scrivendo una serie di lezioni che egli avrebbe dovuto tenere ad Harvard. La morte lo colse prima e  l’occasione di parlare alla Harvard University svanì, ma i suoi appunti furono prontamente raccolti in un libro. Si può dire come in quest’opera l’architetto di mirabili opere letterarie sia riuscito a denudare se stesso. Nella sua opera Calvino tratta cinque caratteristiche che non dovrebbero mancare ad un testo che aspiri ad essere “letterario”: la leggerezza, la rapidità, l’esattezza, la visibilità e la molteplicità. Un’ultima caratteristica, la sesta, fu solo progettata ma mai portata a termine. Le caratteristiche di Calvino hanno dei nomi accattivanti e svelano la sua idea di letteratura, apportandovi anche prestigiosi exempla letterari classici e moderni. La leggerezza è imprescindibile in un testo letterario, ma non ha a che fare con visioni fantastiche totalmente disancorate dalla realtà; si tratta piuttosto di un esercizio di stile capace di trarre dal mondo circostante ciò che vi è di essenziale. La scrittura dovrebbe essere in grado di descrivere la realtà, di comprenderla ma al contempo di “proteggersi” da essa; ogni scrittura che si lasci condurre incondizionatamente dalla realtà è destinata a diventare opaca, pesante, poco brillante. Una scrittura così imbruttita dalla realtà quotidiana non sarebbe in grado di effettuare quei voli pindarici che conferiscono alla letteratura la sua particolarità. Calvino ci tiene a precisare come la sua idea di leggerezza non abbia nulla a che fare con un totale disinteresse per la realtà, e nel fare ciò apporta l’esempio di Milan Kundera, autore de ”L’ insostenibile leggerezza dell’essere”. Come lo scrittore ceco insegna nel suo romanzo, la leggerezza non tarda a svelare la pesantezza delle cose. La scrittura deve essere intrisa di realtà ma al tempo stesso deve rivendicare la sua autonomia, la sua anima raminga, evasiva e cerebrale. Per conferire leggerezza alla sua scrittura, Calvino confessa di averle tolto quel peso mondano e di averla ridotta all’essenziale, ad una chiarezza adamantina, geometrica e squadrata, ma non per questo meno affamata di “realtà”. La rapidità invece ha a che fare con l’agilità narrativa. La scrittura deve essere in grado di sfruttare una base narrativa solida e degli espedienti in grado di garantire una certa scorrevolezza al testo. L’esattezza invece ha a che fare con la capacità di descrivere in maniera dettagliata e precisa immagini, visioni e dettagli.  Ora la quarta caratteristica: la visibilità. Bisogna fare in modo che, almeno nella fase iniziale, la scrittura funga da “traduttrice di immagini”. Prima che lo scrittore costruisca un racconto, è necessario che nella sua mente si sia creato una mappa di immagini vivide. L’autore sapiente è colui che, avendo già presente il nucleo visivo-concettuale principale, è capace di tradurlo adeguatamente tramite la tecnologia scrittoria. Solo quando l’autore è riuscito a tradurre le prime immagini in parole, la scrittura si trasforma in un potente veicolo di creazione. Inizialmente la scrittura si presenta come un semplice veicolo di idee e solo in un secondo momento è in grado di dispiegare il suo enorme potenziale creativo. La scrittura diventa padrona della pagina ed ora è essa a richiamare le immagini. Chiude l’opera l’ultima caratteristica: la molteplicità. Essa, invece, ha a che fare con un ingrediente che sembra accomunare tutte le grandi opere del passato e in particolar modo quelle moderne. Comprendere il mondo e ripudiarlo, accarezzarlo e aggredirlo, soggettivizzarlo in maniera esasperata e sovvertirlo comicamente sono alcuni degli atteggiamenti che contraddistinguono lo scrittore molteplice e poliedrico. La realtà è mutevole, così come lo scrittore che intende raffigurarla, perciò la scrittura “letteraria” non può che essere tormentata e nevrotica, cerebrale e schizofrenica, onirica e vertiginosa.

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